IPhoneografia: riflessioni sul mezzo e sul linguaggio fotografico

Le riflessioni di Pesarelli per Manfrotto School of Excellence

di Stefano Pesarelli
3 nov 2011

Per gentile concessione dell’amico Stefano Pesarelli, autore di guide per viaggiare, appassionato di fotografia e autore di “Africa through iPhone“, pubblichiamo qui la traduzione in italiano del suo articolo comparso recentemente sul sito di Manfrotto School of Excellence. Qui il link all’articolo in inglese.

Sono passati un po’ di anni da quando il primo telefono cellulare ha permesso a tutti di scattare una foto e da allora, come per molte cose, la tecnologia è avanzata ed i mezzi fotografici hanno raggiunto caratteristiche impensabili solo pochi anni fa.

Malawi. How to make Africa smile? "Anche se governata da vecchi, l'Africa é un continente giovane. Metà della sua popolazione é sotto i 16 anni e più del 70% é nata dopo l'indipendenza. I nati liberi sono più inclini a dare la colpa della condizione in cui l'Africa si trova agli attuali governanti e non ai governi coloniali del passato. Man mano che i giovani crescono e cominciano a votare, la loro scelta cadrà su leader pragmatici di cui l'Africa ha bisogno. Questa é la speranza". The Economist

Le grandi marche del settore fotografico annunciano la nascita delle più piccole “mirrorless”; le fotocamere dei cellulari vantano sempre più megapixel, così come la possibilità di aggiungere lenti esterne.

Mozambico. Africa contemporanea. Il livello di vita di un coltivatore del tabacco in Mozambico dipende dalla quotazione del tabacco all'asta internazionale. La vita degli studenti di Dar es Salaam dipende dalle linee guide della Banca Mondiale. Quasi tutta la popolazione africana vede le proprie condizioni di vita determinate da decisioni che a loro sfuggono e prese in luoghi molto lontani.

Dove si incontreranno queste due spinte? Quale sarà il mezzo fotografico del futuro più prossimo?

Prima o poi anche i puristi della pellicola o di Photoshop dovranno iniziare a riflettere sulla qualità dell’espressione fotografica perchè la fotografia rimane pur sempre legata a chi scatta e a ciò che vuole comunicare e non, almeno non solo, al mezzo fotografico.

Malawi. Risorse. La vita quotidiana sulle rive del lago Malawi dipende dalle risorse locali rinnovabili. Un tesoro naturale a rischio che per molte buone ragioni è da difendere.

Nella fotografia di reportage, ad esempio, questa riflessione è già iniziata: se fotografi illustri come David Guttenfelder hanno raccontato la guerra in Afghanistan con un telefonino della Apple, se reporter di guerra come Michael Christopher Brown sono riusciti a narrare le ultime rivolte in Libia con un iPhone significa che qualcosa sta cambiando.

Malawi. Nella tradizione Chewa, durante la cerimonia del funerale, il corpo viene posto accanto al fuoco per tenere lontano gli spiriti.

Credo che l’ iPhone, prima e in modo più ampio di altri smartphone, sia arrivato a contenere grandi potenzialità: un oggetto piccolo che si ha sempre con sè, che ci permette di “entrare” dove una reflex sarebbe sicuramente più “vista” e per molti versi meno accettata. Un oggetto che ha la possibilità di gestire le immagini e di inviarle alle redazioni in tempo reale e, cosa da non sottovalutare, nonostante la lente della fotocamera sia di bassa qualità, i megapixel del sensore invece permettono di stampare anche in grandi formati. In aggiunta ci sono le migliaia di “App” che permettono di elaborare gli scatti direttamente ed in modo creativo, senza spostarli su altri supporti: nasce addirittura l’iPhoneografia.

Tanzania. Un dono per l'imperatore. Nel 1415, alle porte della Città proibita, l'imperatore cinese attendeva l'arrivo dei suoi vascelli dall'Africa che trasportavano, in dono per lui, una giraffa. Gli europei "riscoprirono" l'Africa quasi un secolo dopo.

C’è inoltre un altro aspetto che mi fa riflettere.
Quando la fotografia era agli albori, c’era un rituale di posa e scatto, di esercizi di laboratorio e alchimie che conferivano un carattere unico all’immagine prodotta.
Le fotocamere digitali hanno fatto scomparire questa “sensazione di unicità”.

Tanzania. L'illusione. L'illusione che la modernitá possa cancellare la bellezza di un mezzo di trasporto senza tempo.

Credo che l’iPhoneography insieme alle nuove tecnologie, ha probabilmente dato nuova linfa a questa sensazione di “unicità”.Forse è solo una modesta illusione, forse bisognerebbe indagare in profondità, ma è certo che sta nascendo un nuovo linguaggio fotografico che ha reso le cose così “comunicanti” nella fotografia contemporanea di oggi. “Africa through iPhone” nasce due anni fa; è un progetto fotografico ampio che si propone di far amalgamare la realtà e le storie di un Continente con questo nuovo linguaggio fotografico per creare delle immagini decisamente palpabili e comunicanti: sono cartoline dall’Africa in tempo reale. Tutte le immagini sono state pensate e scattate con un iPhone 3Gs e 4G, successivamente processate con le applicazioni per iPhone e uploadate sui portali di riferimento per la fotografia con mobile.

Tanzania, Dar es Salaam: l'Hijab. "così da essere riconosciute e non essere molestate." Il Corano: versetto 59, capitolo 33



5 Commenti a IPhoneografia: riflessioni sul mezzo e sul linguaggio fotografico

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Davide Patti

novembre 3rd, 2011 at 11:32

Seguo da sempre il progetto Africa through iPhone e ogni foto è da standing. Per il discorso dell’iPhoneografia non posso che essere d’accordo anche se può far sembrare che fare foto significa comunicare… non sempre è così… ma il discorso si allungherebbe moltissimo.
Complimenti.

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Diego

novembre 3rd, 2011 at 14:19

Ci fai una lista delle app che hai usato per i risultati ottenuti?

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David.f

novembre 3rd, 2011 at 22:11

Magnifique série!
Complimenti.

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Valter Vannini

novembre 4th, 2011 at 08:02

Avere con se un cellulare oggi è naturale, meno portarsi sempre dietro una macchina fotografica. Verissime le considerazioni, a parte il fatto della magia dell’elaborazione, anche se libera dai bagni chimici della camera oscura, resta necessaria la camera chiara, con tutte le possibilità di gestione dell’immagine ancora più importante per l’immagine di un Iphone o altro telefono. Sono entrate poi in gioco anche le novità “fotodinamiche” della Nikon1; foto e video di buona qualità, compatte non reflex, non mirrorless, perché l’immagine nel mirino è fornita da un piccolo display che si accende appena avvicini l’occhio alla fotocamera. Puoi avere foto e un video di un secondo, la possibilità di scegliere un’altra foto, la macchina registra e taglia in 6 decimi di secondo prima e 4 decimi dopo una sequenza che puoi rivedere e di questo tempo ti propone 4 scatti oltre il tuo. Obiettivi da 10mm a 110mm (X2,6 sensore CX).

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Latente

gennaio 11th, 2012 at 01:21

“riflettere sulla qualità dell’espressione fotografica perchè la fotografia rimane pur sempre legata a chi scatta e a ciò che vuole comunicare e non, almeno non solo, al mezzo fotografico.”

letto su un blog incentrato sul telefono della Apple, la cosa stride un attimo.

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